18.6.09

L'asilo nido non è per tutti

"Coccolata mediaticamente, ma sistematicamente lasciata sola a fronteggiare difficoltà e nuovi compiti" è la famiglia secondo il Rapporto sulla situazione sociale del paese 2008 pubblicato dal Censis. Una solitudine la cui cartina di tornasole è data dall'assistenza ai suoi membri non autosufficienti. Che siano anziani o neonati, poco importa: a risolvere i loro problemi, sottolinea il Censis, sono sempre le famiglie. Nel primo caso organizzandosi grazie alle badanti, per chi ha famiglia, il discorso non cambia, visto che la capacità ricettiva di nidi e altri servizi continua a non superare l'11%. Ma anche per chi i figli riesce a sistemarli, l'esborso non è irrilevante. Considerando gli asili comunali, scrive il Censis, la spesa media per ciascun bambino è di 600 euro al mese; di questi il 40% sulle spalle della famiglia.
A fare le spese di questa carenza strutturale sono soprattutto le donne, che finiscono con il dedicarsi ai figli senza così nemmeno tentare l'inserimento nel mondo del lavoro. Come se non bastasse, un altro aspetto risulta penalizzante: per le famiglie economicamente vulnerabili il nido è troppo oneroso.
A ricorrere al nido sono perciò, in misura precedentemente più elevata, le lavoratrici con reddito alto, quelle con mansioni direttive. In pratica, conclude il Censis, tra le madri che lavorano il nido è un servizio utilizzato in modo particolare da quelle con più alto titolo di studio e con collocazione professionale e di reddito più elevata.

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22.5.09

Asilo nido e lavoro

Nata nel 2003, l'associazione Giardino degli angeli di Senigallia ha in realtà origine una quindicina di anni fa. Allora, il presidente Silvio Pasquini con alcuni amici conobbe un giovane volontario che nelle missioni del Brasile si occupava della rieducazione di adolescenti. "Quel giovane, che era di Jesi, si stabilì a Canavierias e ci fece sapere che sarebbe stato utile costruire una scuola materna per iniziare ad educare i bambini ed evitare il disagio. Al di là dell'aiuto che ognuno poteva dare, nel 2003 cui siamo ritrovati in quattro amici e abbiamo costituito l'associazione, partendo subito a fare: nel novembre 2003 ero a Canavierias alla pose della prima pietra della scuola materna che ha iniziato a funzionare nel settembre dell'anno dopo, ricorda il presidente.
Dopo la materna è arrivato il doposcuola, che accoglie un centinaio di bambini che frequentano la scuola pubblica al mattino. A far funzionare la materna e il doposcuola, come le altre iniziative del Giardino degli angeli, c'è l'omonima associazione brasiliana di volontariato.
Il Giardino ha in cantiere un nuovo progetto di cooperazione: un corso di formazione professionale alberghiero. L'associazione finora ha realizzato tutte le iniziative senza nessuno aiuto pubblico, ma per questo progetto si è deciso di partecipare a un bando regionale.L'associazione vive del volontariato degli stessi soci: la sede è nei locali della ditta di uno dei fondatori e le spese sono ridotte al lumicino. "Da quando c'è l'associazione si sono aperte davanti a noi strade impensate e incontri che mai avremmo immaginato di fare".

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18.5.09

Asilo nido stranieri

Su un punto la partita fra italiani e stranieri è stata pienamente raggiunta. Quella dell'accesso, anzi dell'inaccessibilità, agli asilo nido. In effetti a tutt'oggi solo al 13% dei bambini è garantita l'accoglienza nelle strutture presenti sul nostro territorio. Che fare allora? Inventarsi il nido "fai da te". Una pratica che sta prendendo sempre più piede nelle comunità di immigrati e che in alcuni casi coinvolge persino bambini italiani.
Il viaggio negli asili etnici d'Italia parte dalla capitale: il Piccolo mondo nasce in piena emergenza, da un gruppo di immigrati irregolari filippini che nell'89 aveva occupato l'Hotel Giotto al centro del quartiere Boccea. Nel 90 però, la gestione passa alla Caritas e oggi il Piccolo mondo accoglie 42 bambini di 25 nazionalità diverse. Il 20% è italiano. Si pagano da 0 a 80 euro al mese, in base al reddito, e l'orario va dalle 9 del mattino alle 5 di sera.All'ombra del Colosseo c'è anche Il Munting Tahan "piccola casa" che oggi ospita 45 bimbi di oltre 15 nazionalità diverse, tra essi anche 5 italiani.
È un'esperienza tutta al femminile invece il nido Alma Terra di Torino. All'inizio era una specie di baby parking per le volontarie dell'associazione Casa delle donne, poi si è aperto anche ai bambini delle utenti del centro. Dal 2006 è un micro-nido convenzionato, diviso in due strutture, una per la mattina e una per il pomeriggio, otto bambini in tutto di 6 nazionalità diverse.

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8.4.09

Diritto d'asilo

In materia d'asilo dobbiamo purtroppo registrare un grave ritardo: è infatti ancora assente una legge organica in materia d'asilo. Durante l'attuale legislatura, grazie allo stimolo del Cir, Consiglio Italiano per i Rifugiati, sono stati presentati due disegni di legge; entrambi, però, non si sono poi concretizzati in un provvedimento legislativo.Passi avanti sono stati fatti grazie alla spinta dell'Unione Europea. Infatti, attraverso la trasposizione delle direttive comunitarie si è data una definizione più chiara e uniforme di rifugiato, si è introdotta la figura della protezione sussidiaria, si sono fissati i diritti di cui beneficiano rifugiati e protetti sussidiari, si è ritornati ad un'unica procedura d'asilo e si è finalmente riconosciuto il ricorso sospensivo contro una decisione negativa.
L'esigenza di disporre di un corpus normativo unico nasce dall'esigenza di risolvere nuclei problematici sinora non considerati. A 60 anni dalla nascita della Costituzione, è ancora inapplicato l'art. 10 che sancisce il diritto d'asilo. In tutto questo insieme di leggi non vi è alcun riferimento al dettato costituzionale che per il legislatore risulta "inesistente".La maggioranza dei richiedenti d'asilo arriva in Italia via mare in modo irregolare, e nel corso del 2007 il numero dei richiedenti è aumentato, in assoluta controtendenza con il resto d'Europa, di un terzo, raggiungendo quota di circa 15mila persone.Il sistema di accoglienza e i programmi di integrazione sono tuttora molto carenti. Il Sistema di protezione per richiedenti d'asilo e rifugiati, istituito dalla 189/2002 è stato un importante passo avanti, ma non costituisce ancora un organico e sufficiente sistema.La situazione dei rifugiati riconosciuti e dei protetti sussidiari e umanitari è paradossale: solo i richiedenti asilo hanno un diritto riconosciuto all'accoglienza. I rifugiati non hanno un preciso diritto ma beneficiano dei programmi per i migranti in generale o si affidano ai servizi messi in atto grazie alla buona volontà delle associazioni e degli enti locali.

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