23.12.09

Movimento sociale

Un nuovo movimento con una propensione per il sociale. Daniela Santachè lasciata La Destra, con cui non condivideva più la linea ritenuta estremista, ha fondato il Movimento per l'Italia (Mpi), più moderato e a sua immagine. La nuova creatura è suddivisa in dipartimenti tra i quali ci sono anche quello per gli Affari islamici e quello Sociale.
Questa in particolare vuole essere la novità su cui l'Mpi punta. A guidare il dipartimento c'è Barbara Benedetelli, prestata alla politica dalla televisione. È lei, carattere focoso e passione per le questioni sociali, a spiegare le idee e i programmi sociali del movimento. Molte idee in cantiere: Difesa Donna, un progetto per aiutare le donne vittime di violenza e insegnare, a quelle che lo desiderano, a difendersi; il progetto Temporary house, case appoggio per persone bisognose; il progetto Macchinine colorate, auto per disabili e anziani a costo zero grazie alla pubblicità solidale, e infine la volontà di creare un social network per anziani, semplice e funzionale che li aiuti nell'intrattenere rapporti e facilitare la reperibilità. Idee che per Barbara Benedettelli si reggono su un presupposto: "Non siamo un partito ma un movimento, dunque aperto e disponibile come intermediario tra i cittadini e le istituzioni".

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14.4.09

Integrazione e innovazione

Definire un nuovo welfare "per tutti". Un welfare universalistico, equo, radicato nelle comunità locali e nelle regioni. È l'obiettivo del Piano sociale e sanitario 2008-2010, che dà indirizzi per il pieno sviluppo di un sistema integrato di sevizi sociali, socio-sanitari e sanitari. E che completa un processo avviato con due leggi regionali, la legge quadro sui servizi sociali e quella di riorganizzazione del Servizio sanitario regionale. A monte c'è la necessità di dare risposte a una serie di cambiamenti: invecchiamento della popolazione, aumento delle persone immigrate, contrazione e, in parallelo, crescita dei nuclei familiari composti da poche persone. E, ancora, aumento delle forme di lavoro meno stabili.
L'obiettivo del Piano è dunque lo sviluppo di una società realmente solidale. Una società in cui sia rafforzata quella coesione sociale che da sempre caratterizza la comunità regionale e che rappresenta un alto fattore di crescita. La chiave di volta del Piano è l'integrazione. Poiché si vuole garantire risposte personalizzate e, al tempo stesso, equità di accesso nei vari settori d'integrazione, a tutti i livelli.
L'integrazione istituzionale si sviluppa con l'università, essenziale per la ricerca, la formazione e l'integrazione nei sevizi, attraverso la Conferenza Regione-Università. Il modello organizzativo del nuovo welfare è costituito da reti integrate di servizi: tra servizi ospedalieri, tra questi e servizi sanitari del territorio, tra servizi sociali e servizi socio-sanitari e sanitari.
Il processo di innovazione non riguarda solo le politiche e la programmazione, ma anche l'introduzione di innovazioni tecnologiche e biomediche. In campo sociale e socio-sanitario l'innovazione riguarda l'organizzazione dei servizi, per assicurare un ruolo centrale alla persona e alla sua famiglia nel definire progetti di sostegno e in risposta a bisogni complessi e "multidimensionali". Ne consegue lo sviluppo delle professionalità diverse, la qualificazione del sistema d'accesso, ma anche la costruzione del sistema di rapporti con i fornitori di servizi basato sull'accreditamento.

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