Quando il no profit diventa social

Che bisogno ha il non profit dei social network? Non è già abbastanza social di suo? Nel resto del mondo la questione non si pone: associazioni e ong sono giganti del settore, e tra Facebook, Twitter e altri network di settore hanno dimostrato in più occasioni di saper elaborare soluzioni all’avanguardia. E in Italia? Nel nostro Paese la situazione ha richiesto un periodo di incubazione un pò più lungo, ma qualcosa di buono sta cominciando a vedersi anche da noi.

Per cominciare, però, sarebbe utile avere chiaro quali sono le potenzialità di un profilo Facebook o Twitter per un’associazione. Se fino a qualche anno fa l’unico mezzo per raggiungere il grande pubblico era la tv, oggi con questi strumenti si possono raggiungere direttamente milioni di persone, senza mediazioni. La seconda attività riguarda il fundraising. Le raccolte fondi possono essere più efficaci se effettuare donazioni è più facile, con transazioni online e via mobile.

 emergency_facebook

Senza dubbio in Italia il social più usato è Facebook, dove a farla da padrone tra le organizzazioni non profit è Emergency, di gran lunga la più apprezzata, come dimostra il patrimonio di 640mila fan. L’uomo-Facebook della ong fondata da Gino Strada è Emanuele Rossini, e lui il successo se lo spiega così: Partiamo da una grande notorietà offline, e questo aiuta. Poi, nella nostra pagina cerchiamo di alternare contenuti di informazione umanitaria alla promozione delle nostre campagne. Seguire i commenti e rispondere alle domande degli utenti è un lavoro a tempo pieno.

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