Attività di volontariato per immigrati

Esistono degli impedimenti per far svolgere un’attività di volontariato a uno straniero o è necessario presentare la documentazione che ne attesti la regolarità sul territorio italiano?

Onlus volontariatoIl nostro ordinamento non contiene alcun esplicito divieto per lo straniero irregolare che voglia svolgere attività di volontariato. Tale divieto non è rinvenibile né nel T.U. 286/98 né nella normativa speciale sul volontariato. La possibilità per lo straniero irregolare di svolgere attività di volontariato non è d’altro canto neppure esplicitamente prevista dall’ordinamento. Tuttavia il Testo Unico sull’immigrazione stabilisce all’art.2, comma 1 che allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto internazionale, dalle convezioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti.

Aggiungiamo che la L. 203/94, che ha ratificato la Convenzione di Strasburgo del 5 febbraio 1992 in tema di partecipazione degli stranieri alla vita pubblica locale, prevede che gli Stati firmatari si impegnino a garantire ai residenti alle stesse condizioni dei loro cittadini, il diritto alla libertà di riunirsi pacificamente, ed alla libertà di associazione. In mancanza di previsione normative e di giurisprudenza sull’argomento, si ritiene opportuno porre l’accento su alcune problematiche. In primo luogo lo straniero irregolarmente presente sul territorio nazionale è passibile di un provvedimento di espulsione e sinché non interviene una regolarizzazione della sua posizione amministrativa la sua vita in Italia è improntata alla massima precarietà. In caso di sinistro o infortunio nello svolgimento dell’attività di volontariato poi il cittadino straniero irregolare potrebbe non ottenere il risarcimento del danno. Nel caso in cui vi sia comunque la necessità di avvalersi di volontari stranieri e questi non siano in regola con il titolo di soggiorno si rimanda a quanto previsto dall’27 bis del D. Lgs. 286/98 che disciplina la procedura di ingresso e soggiorno per volontariato.

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