Partorire in sicurezza, in Africa è ancora un miraggio

In Etiopia solo il 6% dei parti è assistiti da personale sanitario. Il tasso di mortalità materna è di 850 donne su centomila, mentre quella infantile è di 112 per mille nati vivi. In Europa la mortalità materna è di 45 donne su centomila e la mortalità infantile varia da 4 a 8 ogni mille nati vivi. «La scarsità dei centri attrezati e di personale qualificato e la difficoltà a raggiungere i piccoli ospedali operativi sono tra le barriere che impediscono alle partorienti di avere assistenza», afferma Maria Trivelli, 42 anni, chirurgo per la ong “Medici con l’Africa – Cuamm” e responsabile della gestione sanitaria dell’ospedale di Wolisso, 140 chilometri a nord di Addis Abeba.

La struttura, di proprietà della Conferenza episcopale etiope, collabora con il governo per fornire assistenza sanitaria adeguata a circa un milione di abitanti e pratica un servizio pressoché gratuito per le donne gravide e i bambini. Medici con l’Africa ha deciso di intervenire, in Etiopia e in altri tre ospedali africani (in Angola, Tanzania e Uganda) con il progetto “Prima le donne e i bambini”, che ha l’obiettivo di raddoppiare in cinque anni il numero dei parti assistiti e ridurre la mortalità materna e neonatale nei quattro distretti africani.

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