Inserimento lavorativo disabili

Sono almeno 400mila i disabili disoccupati in Italia. Un esercito di persone, tenendo conto del fatto che in totale le persone con disabilità in età lavorativa sono 2 milioni e 600mila. Di questi tempi è dura per tutti, si può pensare, ma per i diversamente abili il paradosso è che ci sono almeno 100mila posti nel settore pubblico e privato a loro riservati che rimangono vuoti. Le aziende preferiscono pagare le multe piuttosto che assumerli. Lo strumento principe per l’inserimento lavorativo è il collocamento mirato, istituito dalla legge 68 del 1999.
Oltre i due terzi delle persone con disabilità del nostro Paese sono fuori dal mercato del lavoro, se si considera che gli iscritti al collocamento sono 721.613 e il 54,4% di loro dichiara di essere disposto a rimboccarsi le maniche.
Ma come si giustifica il comportamento delle aziende? I controlli sono carenti e si preferisce correre il rischio. Colpa delle norme? No, perché la legge che regola la materia, la numero 68 del 12 marzo 1999, ha anche ridotto la cosiddetta “quota di riserva”: con la vecchia legge (la 482 del 1968) l’obbligo, ampiamente disatteso, era del 15% dei dipendenti, dieci anni fa è stato portato al 7. Un’azienda spende anche 9mila euro l’anno per pagare l’esonero di un singolo lavoratore, piuttosto che inserirlo. Oltre agli obblighi, la legge stabilisce anche degli incentivi alle imprese, come il Fondo per il diritto al lavoro delle persone con disabilità, del ministero del Welfare: serve per finanziare le convenzioni e nel 2010 era di 42 milioni.
Ma ci sono disabili e disabili: le difficoltà maggiori nella ricerca – e nel mantenimento – di un posto di lavoro le incontrano i disabili psichici. Su di loro c’è il pregiudizio più pesante. L’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che entro il 2020, tra le persone con disabilità, il 50% della popolazione attiva e in cerca di lavoro sarà composto da disabili psichici. E già ora sono quelli con le percentuali di inserimento più basse. In Provincia di Milano nel 2009 sono stati solo l’1,7% del totale degli inseriti al lavoro. Un po’ meglio a Torino, dove secondo la Provincia un decimo degli assunti è un disabile intellettivo o psichiatrico. Come riparare? Si potrebbe partire da un’attività ispettiva più intensa. Ma dal ministero ci rispondo con un desolante “non abbiamo risorse ad hoc.

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Una risposta a Inserimento lavorativo disabili

  1. trasloco scrive:

    Il problema è sempre nelle risorse che mancano. Oramai mancano per qualunque cosa, e l’illegalità può dilagare.

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