Comunità alloggio minori in crisi

Non c’è più solo il grido d’allarme di Napoli. Anche le comunità di accoglienza per minori del Nord cominciano ad alzare bandiera bianca. Nei comuni della bassa bergamasca, da Treviglio a Caravaggio fino a Romano di Lombardia, il 50% delle strutture sta chiudendo a causa degli insostenibili ritardi, pari a circa sei mesi, nel rimborso delle rette da parte delle amministrazioni.
A Treviglio, il comune più popoloso della zona è rimasta solo una delle due comunità alloggio per adolescenti che rappresentavano un punto di riferimento per tutta la comunità per lo stesso Tribunale dei minori di Brescia, che registra un aumento dei ragazzi in stato di necessità.
La catena delle risorse si è spezzata: la Regione trasferisce sempre meno fondi all’azienda pubblica che, sulla base della legge 328, gestisce il settore sociale nel territorio. Finché resistono, gli educatori lavorano senza stipendio. Gli assistenti sociali sono costretti a temporeggiare. La chiusura di una comunità costringe tutti i giovani ospiti al rientro presso la famiglia d’origine, anche quando la situazione di disagio domestico non è risolta.

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