Accoglienza immigrati

L’accoglienza che non t’aspetti la trovi nei paesini di tutta Italia. Dai semplici cittadini ai sindaci, dai preti ai pensionati: anche se i tg mostrano solo immagini di proteste, c’è una buona fetta di popolazione che ha aperto le porte ai profughi del Nordafrica e che sta compiendo una gara di solidarietà senza precedenti. A oggi sono 5423 le persone inserite nel Piano profughi del governo gestito dalla Protezione civile sotto la guida del commissario Franco Gabrielli: di questi, 4835 sono fuggiti dalla Libia e sono originari dell’Africa centro settentrionale, 588 sono tunisini con permesso di soggiorno temporaneo. Quasi tutti sono stati prima ospitati in centri di prima accoglienza, poi distribuiti nelle regioni: la presenza più alta è finora in Lombardia, seguita da Campania, Veneto e Piemonte.
Il modello di accoglienza che sta coordinando la Protezione civile è quello dell’ospitalità diffusa: sono centinaia le parrocchie, le cooperative e le strutture private che si non mese a disposizione.
Ovunque, alla notizia dell’arrivo dei migranti, spuntano volontari pronti all’assistenza: nelle valli di Lanzo, nel torinese, i 22 abitanti di Coazze hanno “adottato” 31 africani, lo stesso a Legne, dove i 90 residenti fissi stanno condividendo le loro giornate con 8 famiglie di Mali, Ghana e Ciad.

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