6.7.09

Leggi terzo settore

"Proposte per una riforma organica della legislazione sul terzo settore": è questo il titolo del documento preparatorio dell'Agenzia per le onlus. Il primo capitolo prende in esame l'identità del terzo settore, definito in positivo come l'ambito in cui agiscono soggetti giuridici collettivi privati costituiti per uno scopo di solidarietà sociale che, senza scopo di lucro, conducono attività congruenti con la loro finalità costitutiva. Legato a questo è il secondo capitolo che tratta dell'identità delle diverse componenti del terzo settore. Qui si ravvisa la necessità di confezionare regole che sostengano il perseguimento dello scopo di volontariato, associazionismo e cooperazione sociale, in modo da evitare che gli enti del terzo settore definiscano la propria identità in ragione dei benefici economici che possano ottenere. Troppe volte si nota uno stesso ente è costretto a indossare abiti confezionati dalle leggi che, di fatto, lo ingessano, mentre sarebbero necessarie definizioni preliminari.Ecco quelle proposte: 1) ong: organismo indipendente da indicazioni strutturali e/o operative di governo o istituzionali, cui è fatto divieto di ricevere contributi economici istituzionali non espressamente destinati a singoli progetti; 2) volontariato: ente caratterizzato dalla gratuità della prestazione, senza riferimento al settore di attività; 3) cooperazione sociale: ente con scopo "laburistico", che opera a favore dell'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati; 4) associazioni di promozione sociale: enti con identità e ragione costitutiva di solidarietà sociale, diversi dalle altre semplici associazioni private.
Nel terzo capitolo, che tratta dei profili civilistico-commerciali, si nota che una riforma della legislazione del terzo settore dovrà considerare il "civile", ossia gli statuti e la riforma del primo Libro del Codice civile. Obiettivo di questa riforma è inserire nello statuto degli enti la "clausola non profit", che assicuri la eterodestinazione dei risultati e del patrimonio finale dell'organizzazione, per gli enti citati appunto nel primo Libro del Codice civile.

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