14.5.09

Detrazione assistenza invalidi

È possibile detrarre il 19% dei costi affrontati per assistere persone non autosufficienti anche nel caso in cui queste siano ricoverate presso una struttura diversa dalla propria casa, e quindi quando le prestazioni non vengono erogate al domicilio dell'assistito.
È quanto ha messo nero su bianco l'Agenzia delle Entrate risoluzione n.397/E del 22 ottobre, in cui si precisa però che le spese per questo tipo di assistenza e servizi vanno certificate distintamente rispetto a quelle riferibili ad altri eventuali servizi ricevuti presso la struttura ospitante.
In effetti, la norma citata dal contribuente si riferisce alla detrazione d'imposta sui corrispettivi pagati a figure assistenziali che prestano attività di sostegno a persone non autosufficienti, definite dalla legge come coloro che non sono in grado a causa delle proprie condizioni fisiche, di compiere i gesti quotidiani che la vita richiede o che hanno bisogno di sorveglianza continua. In pratica, ci si riferisce qui alla comune figura della badante.
Il beneficio fiscale. è bene ricordarlo, spetta sia nel caso che la persona non autosufficiente sia il contribuente stesso, sia nel caso che l'assistito sia un famigliare, a carico o non.
Nel documento è infine evidenziato che il beneficio può essere calcolato su una spesa massima di 2.100 euro e che il reddito del contribuente che ne fa richiesta non deve superare i 40mila euro. Per avere diritto alla detrazione, inoltre, occorre essere in possesso di un'idonea documentazione fiscale relativa ai costi sostenuti e, in caso di spese per assistenza familiare, devono risultare codici fiscali e dati anagrafici di chi effettua i pagamenti, di chi assiste e di chi riceve la prestazione.

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