7.4.09

Lavoro fuori dal carcere

A chi non conosce il mondo del carcere, quanto sto per dire sembrerà strano: quando finisce la pena pe molti iniziano i problemi, Un piccolo, ma significativo esempio. Alcune cooperative, anche molto solide, usano assumere le persone che escono in misura alternativa per la sola durata della pena. Il motivo? Per chi è detenuto e sconta una pena in misura alternativa, cioè esca la mattina per andare a lavorare e torna in carcere a dormire la sera, ci sono sgravi fiscali, borse lavoro, agevolazioni. Ma quando è finita la pena, non c'è più convenienza a tenersi quel lavoratore. Di questo sono ben cosciente, tra due mesi ho finito quello che nel gergo carcerario chiamiamo una lunga "cavallina". Moltissimi anni di detenzione. Grazie a Dio ho avuto l'opportunità di sperimentarmi in quattro anni di misure alternative. Cosicché sono abbastanza attrezzato per affrontare il mondo del lavoro, e le innumerevoli relazioni sociali che stando in galera si è completamente disabituati a "coltivare".
Il mio lavoro consiste proprio nel reperire opportunità professionali per chi è ancora detenuto o ha terminato la pena: una sfida di quelle dure, ma non impossibili. Certo i pregiudizi sono tanti ma il fatto che dietro alla persona che si chiede venga assunta c'è una associazione che la accompagna e i servizi sociali per gli adulti che se ne fanno carico è una forte garanzia. La paura maggiore per le imprese nasce dalla non conoscenza della burocrazia che regola l'assunzione di una persona detenuta. Altro grave ostacolo è il tempo che passa dal momento in cui si trova il posto di lavoro, alla presentazione dell'istanza, alla fissazione della Camera di consiglio in cui verrà o meno accolta la richiesta di misura alternativa.
La difficoltà di trovare un lavoro a tempo indeterminato per un laureato o un diplomato oggi è grande, immaginate poi per una persona che esce dal carcere. Ma se quella persona non viene assorbita nel tessuto socio-lavorativo, irrimediabilmente sarà rigettata ai margini e spinta ad alimentare la spirale della recidiva.

Etichette: , ,